Le ultime decisioni del Governo se attuate metterebbero in ginocchio la rete delle farmacie

(riceviamo e volentieri pubblichiamo)

Comunicato stampa 

LA RABBIA DI FEDERFARMA ARRIVA SINO A ROMA, DAVANTI A MONTECITORIO

“Le ultime decisioni del Governo se attuate metterebbero in ginocchio la rete delle farmacie”

Pronti alla serrata per il prossimo 26 luglio. Per dare un chiaro segnale di attenzione ai cittadini, saranno comunque garantiti i servizi essenziali. 

C’era anche Silvana Casale, presidente provinciale di Federfarma Modena, con tanto di maglietta con la scritta “Basta”, tra i trecento delegati che la mattina di martedì 10 luglio hanno manifestato in Piazza Montecitorio, e nel pomeriggio hanno partecipato all’assemblea convocata d’urgenza dall’Associazione per decidere quali azioni di protesta mettere in atto per contrastare l’adozione di misure inique ed economicamente insostenibili poste a carico delle farmacie dal provvedimento sulla spending review.

“Provo un sentimento che è a metà tra l’amarezza e la rabbia. Per noi farmacisti non è consueto trovarci a minacciare una sospensione del servizio. Già questo è un segnale di quanto la misura sia colma. Soprattutto questo Governo, ma anche i precedenti non sono stati da meno, sembra esercitare un vero e proprio accanimento nei confronti della nostra categoria. Nel nostro DNA c’è, infatti, da sempre l’impegno professionale volto a garantire sul territorio, senza soluzione di continuità, un servizio essenziale per la salute come la distribuzione dei farmaci. Siamo parte integrante del servizio pubblico come peraltro sancisce la Convezione che regola il rapporto tra stato, regioni e farmacie e siamo convinti di avere contribuito in modo determinante all’attuazione di un sistema di assistenza che è tra i migliori al mondo. Ora tutto questo non può essere demolito rischiando di impoverire in modo sostanziale un diritto costituzionalmente garantito” evidenzia il presidente di Federfarma Modena, Silvana Casale.

Dopo le proteste di martedì – prosegue Federfarma Modena – qualche segnale di apertura da parte del Ministro della Salute Renato Balduzzi sembra essere arrivato, ma è decisamente ancora troppo poco per pensare che la decisione di fare ricorso a una serrata possa al momento rientrare.

“La nostra è una presa di posizione ferma, non contro qualcosa o qualcuno, bensì a difesa di un modello efficiente, sicuro e qualificato che rischia di essere spazzato via punendo prima di tutto i cittadini a partire da quelli più fragili come gli anziani. Se davvero si vuole cambiare – spiega Silvana Casale – si deve lavorare insieme e introdurre degli elementi reali di novità. Noi le nostre proposte le abbiamo fatte: sono praticabili e responsabili. Da tempo chiediamo di attivare una discussione seria per definire un nuovo sistema di remunerazione della farmacia, previsto anche da una legge del 2010 finora non attuata. Si tratta di interventi che possono essere utili per rendere più moderno il nostro sistema, razionalizzare la spesa e ridare il giusto peso alla professione e professionalità del farmacista dato che si potrebbe sganciare dal prezzo del farmaco il compenso, collegandolo invece al gesto professionale. La battaglia in corso non è di poco conto – conclude il presidente provinciale di Federfarma – perché se non si cambierà rotta sarà minata alla radice la rete delle farmacie territoriali, determinando nei fatti la perdita di un servizio essenziale che noi vogliamo continui ad essere garantito a tutti, in condizioni di equità e sicurezza. Non meno importante è ricordare che i pesanti tagli minacciati incideranno anche sull’occupazione.”

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