Novi Ark: c’è di tutto tranne l’archeologia

 

 

Qualcuno, pochi per la verità, insiste a chiamarlo Novi Ark intendendo con questa brutta espressione che si tratta di un parco archeologico. Le parole di Sitta fanno sbellicare dalle risate ogni volta che afferma “abbiamo restituito alla città i reperti archeologi trovati”.
L’immagine in alto rappresenta la vasca per raccogliere l’acqua che è stata rinvenuta nel sottosuolo.

L’immagine sotto rappresenta un particolare di quanto è attualmente visibile in quello che viene chiamato parco archeologico.

Che cosa è diventata ? Un muretto a forma circolare da utilizzare come seduta ? Un cerchio in muratura per fare giocare i bambini ?
Noi dell’archeologia abbiamo una idea abbastanza diversa.
Al Novi Ark le uniche cose interessanti da vedere sono le griglie di areazione, le scale di cemento, quelle strane costruzioni con uno stile che non c’entra niente. Del resto che lo si voglia ammettere o no il tutto è costruito sul tetto di una autorimessa, in un qualche modo raffazzonato malamente soltanto per ottenere il permesso di costruire l’autorimessa.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un orribile spazio che al contrario poteva essere un grande sito archeologico. Si è preferito farlo diventare uno spazio invivibile.

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