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Sono in tanti a dover pagare per il crollo del ponte ... See MoreSee Less

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Sono in tanti a dover pagare per il crollo del ponte a Genova ... See MoreSee Less

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4 days ago

CHI VOTA LEGA E’ UN IDIOTA.

UN ROBOT DA MOSCA DIRIGERÀ LA GALLERIA CIVICA (FMAV)

All'inizio del mandato del sindaco Gian Carlo Muzzarelli mi schierai dalla sua parte. Fu quando sostenne che la Galleria civica non poteva essere usata dal direttore come se fosse una sua proprietà. Aveva ragione. Scrissi che non c’era da scandalizzarsi se per il periodo dell’expo di Milano, ai Giardini Ducali, si allestiva una mostra di prodotti tipici modenesi così come voleva Muzzarelli. Aggiunsi che i cotechini alla Civica c’erano da sempre e che c’era stato di peggio di un’esposizione d’insaccati.

Nel 2006 la Gazzetta di Modena era diretta da un giornalista vero, Antonio Mascolo, che se ne fregava dei tirapiedi che aveva intorno - e che sono ancora lì - e si preoccupava solo di fare il giornalista e non il servo politico del potere. Pubblicò un mio articolo sulla Civica dal titolo: “Amori e dimenticanze della direttrice Angela Vettese”. Scrissi che la Vettese riteneva “i modenesi provinciali e incapaci di leggere l'arte ad alta creatività che ci ha proposto con la mostra EGOmania proiettando un 'porno-video' dove il visitatore poteva ammirare in primo piano una bella ragazza che veniva intubata nel posteriore e nel contempo si godeva un rapporto orale'' “L'ingresso, più economico di un cinema a luci rosse, era gratuito”.

Tornando a Muzzarelli si potrebbe fare un elenco interminabile delle sue pandemie politiche che hanno fatto danni ovunque e alla cultura in particolare, ma stiamo all’attualità di questi giorni: Notte gialla del 30 giugno, dal Comune 39mila euro a Radio Bruno per ricordare la notte del rock. Si sa che il sindaco ha un chiodo fisso: Modena Park e Vasco Rossi. Una parte dell’informazione locale è concentrata sul caso San Filippo Neri: una Fondazione presieduta da Mauro Tesauro (recentemente dimessosi) che ha seri problemi di gestione. Se è stata violata la legge, si deve andare in tribunale, ma se tutto si è svolto nel rispetto delle regole, il sindaco, anziché inventare balle, avrebbe dovuto prendere atto dello scontento e assieme a Tesauro, da lui nominato da pochi mesi, sistemare ogni cosa.

Invece no. Muzzarelli ha dato a Giuseppe Leonelli gli strumenti per scrivere uno degli articoli più incisivi e più belli: Leonelli gli ha fatto la paternale e gli ha insegnato come si dovrebbe fare a stare non tanto in politica ma al mondo. Il sindaco con Mauro Tesauro si è comportato molto male; e ancora peggio s’è comportato con il maestro Leone Magiera che è un grande della musica, ma di Magiera, e dell’assenza di etica comportamentale di Muzzarelli, ne riparlerò a settembre quando sarà commemorato Luciano Pavarotti. La Pressa di martedì 7 agosto, nei riquadri che anticipano gli articoli, sei (qualcuno totalmente inutile), erano dedicati al caso Tesauro. L’articolo di Giuseppe Leonelli era su misura e a Muzzarelli stava bene come un vestito nuovo fatto a mano.

Altro tema importante sul piano politico, poiché si tratta di un fatto assai più serio di una questione amministrativa, giacché per trovare una soluzione, se si trova, bisogna cambiare le teste nel Pd, riguarda la dichiarazione del segretario di un circolo modenese piddino, Gianluca Fanti, che ha definito idiota chi vota Lega. Ha offeso anche me. Costui! Evidentemente non ha uno specchio. In questi giorni tutto si è concentrato sul caso Fondazione San Filippo Neri – Tesauro – Muzzarelli. Qui il sindaco ha contribuito a far sì che si montasse una questione dove ognuno ha potuto dire la sua: anche chi a puntate non aveva niente da dire.

Più si parla del caso Tesauro, meno si parla del caso Piacentini; dell’impiego dei soldi pubblici: dal piccolo caso di Radio Bruno a cosa fare di Palazzo Solmi; dai contenitori culturali vuoti di cultura agli scandalosi progetti da sottocultura che infestano la città nel periodo estivo. Mentre s’ingrandiva il caso Fondazione Neri, si sottovalutavano i vari problemi della Fondazione Museo Arti Visive, compresa la conseguente fuga del personale. La Fondazione è diretta da una signora di nome, Diana Baldon, che la dirige da un paese straniero con gli strumenti della tecnologia moderna. Cosa assurda. Non c’è dubbio. Difficile da credere.

E’ però un’assurdità non molto diversa da quella di chi, presente sul territorio, ci ha imposto mostre del tipo EGOmania; o da quella di chi per mettere in mostra se stesso, ha speculato sulla fama di John Lennon esaltandolo con un’indecente mostra della sua pittura dove si poteva ammirare la vagina di Yoko Ono e il membro di John Lennon in artistico amplesso. Queste assurdità sono andate di pari passo con chi ha realizzato sei esposizioni di Paladino nel giro di pochi anni e gli ha commissionato un telo per la copertura della Ghirlandina in restauro, al costo di 135mila euro. Telo che oggi (alla faccia di chi sosteneva il riutilizzo dell’artistico obbrobrio), è buono solo per farci dei coriandoli a carnevale.

La Civica di Modena non ha nessuna storia gloriosa da sbandierare. E’ sempre stata uno strumento nelle mani dei direttori per la costruzione delle loro carriere. Questo, Muzzarelli lo aveva capito e gli va riconosciuto. La Civica, nel panorama artistico nazionale non ha mai contato nulla. Parlare poi di un suo ruolo internazionale è da mentecatti: ma lo fanno solo loro, alla Civica. E’ stata utile, questo sì, agli scambi tra addetti ai lavori e agli interessi a essi collegati.

Adriano Primo Baldi
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4 days ago

CHI VOTA LEGA E’ UN IDIOTA.

UN ROBOT DA MOSCA DIRIGERÀ LA GALLERIA CIVICA (FMAV)

All'inizio del mandato del sindaco Gian Carlo Muzzarelli mi schierai dalla sua parte. Fu quando sostenne che la Galleria civica non poteva essere usata dal direttore come se fosse una sua proprietà. Aveva ragione. Scrissi che non c’era da scandalizzarsi se per il periodo dell’expo di Milano, ai Giardini Ducali, si allestiva una mostra di prodotti tipici modenesi così come voleva Muzzarelli. Aggiunsi che i cotechini alla Civica c’erano da sempre e che c’era stato di peggio di un’esposizione d’insaccati.

Nel 2006 la Gazzetta di Modena era diretta da un giornalista vero, Antonio Mascolo, che se ne fregava dei tirapiedi che aveva intorno - e che sono ancora lì - e si preoccupava solo di fare il giornalista e non il servo politico del potere. Pubblicò un mio articolo sulla Civica dal titolo: “Amori e dimenticanze della direttrice Angela Vettese”. Scrissi che la Vettese riteneva “i modenesi provinciali e incapaci di leggere l'arte ad alta creatività che ci ha proposto con la mostra EGOmania proiettando un 'porno-video' dove il visitatore poteva ammirare in primo piano una bella ragazza che veniva intubata nel posteriore e nel contempo si godeva un rapporto orale'' “L'ingresso, più economico di un cinema a luci rosse, era gratuito”.

Tornando a Muzzarelli si potrebbe fare un elenco interminabile delle sue pandemie politiche che hanno fatto danni ovunque e alla cultura in particolare, ma stiamo all’attualità di questi giorni: Notte gialla del 30 giugno, dal Comune 39mila euro a Radio Bruno per ricordare la notte del rock. Si sa che il sindaco ha un chiodo fisso: Modena Park e Vasco Rossi. Una parte dell’informazione locale è concentrata sul caso San Filippo Neri: una Fondazione presieduta da Mauro Tesauro (recentemente dimessosi) che ha seri problemi di gestione. Se è stata violata la legge, si deve andare in tribunale, ma se tutto si è svolto nel rispetto delle regole, il sindaco, anziché inventare balle, avrebbe dovuto prendere atto dello scontento e assieme a Tesauro, da lui nominato da pochi mesi, sistemare ogni cosa.

Invece no. Muzzarelli ha dato a Giuseppe Leonelli gli strumenti per scrivere uno degli articoli più incisivi e più belli: Leonelli gli ha fatto la paternale e gli ha insegnato come si dovrebbe fare a stare non tanto in politica ma al mondo. Il sindaco con Mauro Tesauro si è comportato molto male; e ancora peggio s’è comportato con il maestro Leone Magiera che è un grande della musica, ma di Magiera, e dell’assenza di etica comportamentale di Muzzarelli, ne riparlerò a settembre quando sarà commemorato Luciano Pavarotti. La Pressa di martedì 7 agosto, nei riquadri che anticipano gli articoli, sei (qualcuno totalmente inutile), erano dedicati al caso Tesauro. L’articolo di Giuseppe Leonelli era su misura e a Muzzarelli stava bene come un vestito nuovo fatto a mano.

Altro tema importante sul piano politico, poiché si tratta di un fatto assai più serio di una questione amministrativa, giacché per trovare una soluzione, se si trova, bisogna cambiare le teste nel Pd, riguarda la dichiarazione del segretario di un circolo modenese piddino, Gianluca Fanti, che ha definito idiota chi vota Lega. Ha offeso anche me. Costui! Evidentemente non ha uno specchio. In questi giorni tutto si è concentrato sul caso Fondazione San Filippo Neri – Tesauro – Muzzarelli. Qui il sindaco ha contribuito a far sì che si montasse una questione dove ognuno ha potuto dire la sua: anche chi a puntate non aveva niente da dire.

Più si parla del caso Tesauro, meno si parla del caso Piacentini; dell’impiego dei soldi pubblici: dal piccolo caso di Radio Bruno a cosa fare di Palazzo Solmi; dai contenitori culturali vuoti di cultura agli scandalosi progetti da sottocultura che infestano la città nel periodo estivo. Mentre s’ingrandiva il caso Fondazione Neri, si sottovalutavano i vari problemi della Fondazione Museo Arti Visive, compresa la conseguente fuga del personale. La Fondazione è diretta da una signora di nome, Diana Baldon, che la dirige da un paese straniero con gli strumenti della tecnologia moderna. Cosa assurda. Non c’è dubbio. Difficile da credere.

E’ però un’assurdità non molto diversa da quella di chi, presente sul territorio, ci ha imposto mostre del tipo EGOmania; o da quella di chi per mettere in mostra se stesso, ha speculato sulla fama di John Lennon esaltandolo con un’indecente mostra della sua pittura dove si poteva ammirare la vagina di Yoko Ono e il membro di John Lennon in artistico amplesso. Queste assurdità sono andate di pari passo con chi ha realizzato sei esposizioni di Paladino nel giro di pochi anni e gli ha commissionato un telo per la copertura della Ghirlandina in restauro, al costo di 135mila euro. Telo che oggi (alla faccia di chi sosteneva il riutilizzo dell’artistico obbrobrio), è buono solo per farci dei coriandoli a carnevale.

La Civica di Modena non ha nessuna storia gloriosa da sbandierare. E’ sempre stata uno strumento nelle mani dei direttori per la costruzione delle loro carriere. Questo, Muzzarelli lo aveva capito e gli va riconosciuto. La Civica, nel panorama artistico nazionale non ha mai contato nulla. Parlare poi di un suo ruolo internazionale è da mentecatti: ma lo fanno solo loro, alla Civica. E’ stata utile, questo sì, agli scambi tra addetti ai lavori e agli interessi a essi collegati.

Adriano Primo Baldi
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2 weeks ago

Modena Come Scrittura Online

Noi realizziamo siti internet. Anche altri lo fanno. Noi siamo migliori ? No, siamo unici. Informati prima, conviene.
Scrivi a gmcomunicazione17@gmail.com
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4 weeks ago

Modena Come Scrittura Online

Gabriele
Pronto il fascicolo consultabile online sulla casa residenza anziani Ramazzini. Ringraziamo quanti anno donato per l'acquisto del gazebo che ora è diventato un punto di riferimento per altre iniziative e attorno al quale sta nascendo un giardino ricco di idee nuove. E' una esperienza da condividere e il Ramazzini da luogo lasciato al degrado può trasformarsi in casa residenza con una storia da raccontare, quella della partecipazione e della solidarietà. Grazie se vorrete condividere e far girare questo documento sui vostri profili. .
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