Terremoti e begoni

Il dottor Semmelweiss è morto in manicomio. E’ morto in manicomio perché aveva ragione ma nessuno lo riconosceva e lui vedeva quelli che ai suoi occhi erano omicidi perpetrati da insigni professoroni e giovani medici pefettamente in regola con i protocolli dell’epoca e non poteva fermarli. Aveva capito la relazione che c’era tra contaminazione batterica e febbri puerperali. Un gran numero di puerpere sono morte nei 40 anni prima della conferma della sua teoria . Sarebbe bastato che i medici si fossero lavati bene le mani tra un’autopsia e una visita.

Qualche anno fa ascoltavo incredula la storia del dott. Di Bella, delle sue intuizioni e dei suoi risultati nella ricerca sulla cura del cancro e soprattutto sul miglioramento della qualità della vita dei malati dalla bocca di uno dei suoi figli, amareggiato e disilluso.

C’è chi ha dovuto abiurare. Eppure aveva ragione lui. Galilei.

Sui terremoti abbiamo ampiamente dimostrato di essere ignoranti come dei begoni.

Eppure ancora una volta il mondo scientifico si permette di snobbare una ricerca che ha dato risultati misurabili. Parlo di Giuliani, l’ex tecnico dei laboratori del Gran Sasso che ha messo in relazione la variazione di Radon con il verificarsi di eventi sismici. L’INGV prima lo ha snobbato anche pubblicamente poi se n’è uscita con la scoperta che forse il radon c’entra qualcosa con i terremoti.
Giuliani ha una colpa. Non sa comunicare con il mondo scientifico: è troppo emotivo, non sta alle regole, non rispetta l’etichetta, i tempi e i percorsi del mondo accademico, parla ossessivamente di salvare vite umane. Ma lui non è laureato, non è un professore, è un tecnico in gamba che ha portato avanti per anni una sperimentazione che ha avuto riscontri ed è ansioso di continuare. Tra l’altro si autofinanzia quindi non è al momento un competitor rispetto ai fondi pubblici per la ricerca “ufficiale”.

Allora ci si chiede perché tanta ostinazione nel considerarlo un ciarlatano? Perché un comportamento così arrogante e bacchettone da parte della scienza ufficiale? Perché deve essere finanziato dalla Nasa e da un’Università americana per fare ricerche in California e qui osteggiato e screditato in tutti i modi?
Mi chiedo perché, quando sui libri di geografia e scienze dei nostri licei la variazione del livello di radon viene presentata perlomeno come un indicatore se non un predittore dei terremoti, senza contare le ricerche sul radon di un paio di università italiane (una ferma per mancanza di fondi ). E soprattutto, non c’è proprio nessuna vergogna nello scrivere in questi testi che uno degli aspetti più importanti della ricerca sui terremoti è il reperimento di documenti storici in grado di fornire dati su quanto avvenuto in passato per stimare la pericolosità sismica di un territorio quando la realtà dei fatti indica che queste preziose informazioni sono raccolte in carte assolutamente inutili se guardate da sole? E dire che l’Italia, per le sue peculiarità storiche, ha una gran mole di documentazione scritta e pittorica da tempi antichissimi, quindi abbiamo cataloghi tra i migliori al mondo anche sui terremoti. Hanno valore predittivo le indicazioni storiche? Dipende da cosa ce ne facciamo. Se ce ne dimentichiamo non servono a molto.

Se leggiamo le cronache del terremoto di Ferrara del 1570 sembra di leggere un giornale di adesso (orrore estremo di triplicate scosse in un sol giorno…)
In rete si trovano moltissimi video e informazioni sugli ultimi terremoti. Tra le pieghe di questa mole incredibile di materiale si trovano alcune perle scelte di affermazioni quantomento sconcertanti da parte di esperti che utilizzano le loro conoscenze a seconda del momento e della convenienza. Ne ho raccolta una piccola parte che si trova alla fine del post.

Da questo florilegio cosa si capisce? Innanzitutto che da molto tempo stiamo continuando a ripetere come mantra alcune cose che sono vere solo in parte:

- che l’Emilia Romagna è a basso rischio sismico e

- che i terremoti non sono prevedibili.

L’Emilia Romagna è soggetta a scuotimenti che hanno quantità di energia rilasciata non elevatissima, sembra. Però è vero anche che il nostro sottosuolo è composto da materiali che amplificano le onde sismiche e le rendono pericolose in superficie. Quindi, dipende dalla prospettiva da cui si guardano le cose. L’Emilia è a basso rischio sismico per i tempi tra un terremoto e l’altro e per il livello di energia rilasciata. Questa verità può essere letta come una str…cosmica se la mettiamo assieme agli effetti devastanti di una modesta scossa.

Che i terremoti non siano prevedibili è vero per adesso ma non è vero in assoluto. Ci sono parecchi studi in corso, alcuni dei quali hanno dato risultati più o meno precisi e attendibili. Gli studi di Giuliani sembrano i più semplici da realizzare, meno costosi e tutto sommato affidabili. Fino a quando però la strumentazione è all’Aquila o in California servono a poco. Magari si riconoscerà che aveva ragione tra 150 anni, come dicevamo non sarebbe la prima volta.
Quindi di nuovo, la prevenzione appare l’unica via praticabile. E resterà l’unica via anche quando finalmente i terremoti saranno prevedibili con margini di errore accettabili perché anche in caso di previsioni precise, l’impreparazione della cittadinanza sarebbe un grande ostacolo alla sicurezza nel momento in cui si dovesse diffondere un allarme di questo tipo.

Quindi, siamo pronti? No. E se non si cambia radicalmente rotta non lo saremo. Tra poco dimenticheremo. Cominceremo a dimenticare durante la notte di tenere vicino il cellulare, una pila, acqua, dimenticheremo di fare benzina, di tenere una coperta in macchina, poi torneremo a mettere quadri pesanti sui letti, dimenticheremo di bloccare gli armadi, di non mettere suppellettili pesanti e pericolose in alto. Dimenticheremo i punti sicuri delle case, di notare le uscite di emergenza negli alberghi, torneremo ad ignorare i punti di raccolta in caso di necessità all’esterno di supermercati ed edifici pubblici.
Torneranno le proroghe all’applicazione delle leggi sulle costruzioni antisismiche.
Dimenticheremo anche che scienziati stimati hanno detto stupidaggini inverosimili.
L’unico modo per ridurre i danni è che le costruzioni siano messe in sicurezza e la gente sappia cosa fare senza bisogno di pensare perché non c’è il tempo.
Volete vedere un documento che dà veramente l’idea dell’apocalisse? Guardate i primi 3 minuti di questo video che parla del terremoto dell’Irpinia. E’ una ricostruzione? Certo, almeno in parte. Non c’erano le lampadine a risparmio nel 1980. Ma rende bene l’ida del minuto e passa di terrore e di cosa sia una scossa di quell’entità e durata. Cosa c’è il tempo di fare, di cercare, di pensare?
Era prevedibile? C’erano precursori? Circa 30 anni dopo, non ricordo come si venne sull’argomento, la zia di mio marito, un’insegnante di matematica e fisica, raccontò che al tramonto stava viaggiando in auto tra Napoli e Montesano e vide una luce particolare. Disse a suo marito “ma quelli sono i colori della terra….ci scappa un terremoto”. Quel giorno assolato ci furono 15 gradi. Era la fine di novembre.
C’è cascata lo stesso la zia? Certo. Come tutti gli altri.

Donatella Franchi

foto http://www.ilcarrozziere.it/blog/2012/06/terremoto-in-emilia-federcarrozzieri-in-aiuto-dei-volontari/



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